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Attenzione alle truffe!

3 novembre 2017

Già da alcuni anni siamo testimoni del verificarsi di spiacevoli tentativi di frode ai danni dei titolari di marchi. A distanza di pochi mesi dal deposito di una domanda di registrazione o rinnovo di marchio, ignoti recapitano a mezzo posta missive contenenti la richiesta di pagamento di somme di denaro a titolo di tasse e bolli; per rafforzare l'inganno le comunicazioni riportano con esattezza i dati del Vostro marchio, ivi compreso il numero della domanda e le classi in cui esso è registrato.

Non fatevi ingannare!

Partiamo da un primo elemento, i dati relativi alle domanda di marchio, così come al marchio stesso sono pubblici e possono quindi essere attinti anche da malintenzionati. Le richieste di pagamento, poi, indicano spesso coordinate IBAN di Paesi che nulla hanno a che vedere con l'Uffici marchi italiano. Infine, i dati normativi ivi riportati, così come i siti internet e gli indirizzi e-mail sono integralmente errati, ed anzi, spesso rimandano a disposizioni del codice civile in tema di conclusione dei contratti. Truffa dunque? Forse non necessariamente. I corrispondenti, infatti, nell'abile tentativo di evitare di incorrere in sanzioni penali, propongono –sotto mentite spoglie– una sorta di “abbonamento” a banche dati private totalmente prive di valore giuridico.

Doveste ricevere missive similari a quella sotto riprodotta non inviate denaro, ma contattante senza indugio il Vostro rappresentante, col quale potrete valutare l'opportunità di portare a conoscenza dei fatti le forze dell'ordine.

Avv. Francesco Abbona


Esempio di missiva.

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